Tesseramento 2017
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Una rete di volontari per la tutela dell’Orso bruno marsicano

Published on 17 dicembre 2016 under Comunicati stampa

Presentate a Pescara le attività delle tre principali associazioni impegnate sul tema: migliaia di ore di lavoro del volontariato per la salvaguardia dell’Orso.

Questa mattina, durante una conferenza stampa a Pescara, le Associazioni “Salviamo l’Orso”,
“Dalla parte dell’Orso” e WWF Abruzzo hanno presentato il report “Il contributo delle Associazioni
ambientaliste per la salvaguardia dell’Orso bruno marsicano”.
Il dossier riassume le tante iniziative portate avanti dai volontari delle associazioni che con
impegno e costanza si dedicano alla tutela di questa specie e del suo habitat attraverso una serie
di azioni condotte dentro e fuori le aree naturali protette. Un’attività che non vuole certo sostituirsi
a quanto devono fare le Istituzioni, ma che è fondamentale per garantire la possibile coesistenza
tra l’orso e l’uomo che da sempre convivono sulle montagne dell’Appennino e in particolare
dell’Abruzzo dove sopravvivono solo cinquanta esemplari di Orso bruno marsicano. In questa
ultima roccaforte, la specie, anche se assediata e continuamente minacciata da bracconieri, nuove
strade e impianti da risalita, resiste con una piccola, ma ancora vitale popolazione, vera ricchezza
per la nostra regione e l’intero Paese.

Proprio la necessaria espansione di questa specie in nuovi siti al fine di allargarne l’areale rende
ancora più importante l’azione del volontariato che da sempre ha affiancato alle campagne di
sensibilizzazione verso l’opinione pubblica e di lobby verso gli enti competenti, azioni concrete sul
campo tese a scongiurare possibili contrasti tra la presenza dell’orso e le attività umane legate
all’agricoltura e all’allevamento: proprio su quest’ultimo aspetto si è concentrata l’azione del
volontariato, particolarmente impegnato tra le popolazioni locali per prepararle a convivere con
questo plantigrado.

Decine e decine di attività sono state portate avanti grazie a fondi propri delle Associazioni e ai
finanziamenti di Enti pubblici e soggetti privati, di aree protette come il Parco Nazionale d’Abruzzo,
Lazio e Molise, il Parco Nazionale della Majella, l’Oasi WWF Riserva regionale Gole del Sagittario e
la Riserva regionale del Monte Genzana e Alto Gizio, e attraverso i fondi dell’Unione Europea
garantiti dal LIFE Arctos.

Tutte queste straordinarie attività, condotte con la supervisione di esperti naturalisti dei principali
enti di ricerca, a iniziare dall’Università La Sapienza di Roma, sono state riassunte nel dossier:
• 252 recinti elettrificati e 7 cancelli in ferro distribuiti e installati per la prevenzione dei danni;
• campi di volontariato per il recupero di piante selvatiche (565 piante recuperate tra meli,
ciliegi, peri, ecc.) e per la sensibilizzazione, con il coinvolgimento di volontari provenienti da
tutta Italia e di giovani di altri Paesi europei anche nell’ambito del Programma Erasmus;
• programma di prevenzione e compensazione dei danni con distribuzione di 7.500 euro a quanti
hanno subito danni da orsi ai propri animali da cortile;
• realizzazione e messa in posa di sistemi di riduzione del rischio di impatto con autoveicoli:
segnaletica stradale e catarifrangenti;
• acquisto e messa in posa di cassonetti per rifiuti a prova di Orso;
• vaccinazione e controllo di cani da lavoro e guardiania, nonché sterilizzazione di cani
rinselvatichiti: interessati ben 1000 cani nelle regioni di Abruzzo, Lazio e Molise;
• attività per la gestione di patologie trasmissibili;
• attività di monitoraggio raccolta dati e segnalazioni su incremento ed espansione della
popolazione attraverso rilevamento di presenza e frequenza nelle aree di dispersione, raccolta
di campioni genetici, fototrappolaggio, monitoraggio della disponibilità alimentare con
mappatura di fruttiferi abbandonati e da recuperare, censimento apiari, stalle e pollai;
• 92 incontri pubblici in Abruzzo, Lazio e Molise con le popolazioni locali e i portatori di interesse
per far conoscere le caratteristiche dell’orso e costruire un clima di condivisione sulla sua
presenza;
• eventi culturali con presentazione di libri, mostre di fotografie, fumetti e disegni naturalistici;
• stampa e distribuzione di depliant, pubblicazioni e kit didattici;
• organizzazione della “Festa del letargo”, dedicata all’Orso bruno marsicano e giunta nel 2016
alla sua terza edizione.

E a tutte queste azioni si è sempre accompagnata la denuncia contro le attività dannose per l’orso
e il suo areale: intervento fondamentale cui le associazioni non hanno inteso mai rinunciare,
riaffermando con forza il proprio ruolo di “sentinelle ambientali”.
Migliaia di ore di lavoro dei volontari condotte sempre nella convinzione di dover collaborare tra
loro e con le istituzioni e “fare rete per dare un futuro all’orso”.
Le Associazioni hanno confermato il proprio impegno a favore dell’orso anche per il 2017, ma
chiedono impegni concreti alle Istituzioni, a partire dalla Regione Abruzzo che ha l’onore, ma
anche l’onere di ospitare la popolazione dell’orso più a rischio del mondo.
Queste le richieste delle Associazioni:
1) Dare immediata esecuzione a quanto ha previsto la legge regionale “Interventi a favore
della conservazione dell’Orso bruno marsicano” (L.R. 9 giugno 2016, n. 15), tramite la
quale dovranno essere messi a disposizione dei fondi per il pagamento dei danni causati
dall’Orso alle attività rurali dell’Abruzzo montano, così da scongiurare eventuali conflitti tra
attività umane e presenza del plantigrado.
2) Dare immediata esecuzione alle misure previste dal PATOM, il “Patto per la tutela dell’Orso
marsicano”, strumento di concertazione e indirizzo nazionale voluto dal Ministero
dell’Ambiente e di cui la Regione Abruzzo è parte fondamentale: a partire dalle misure sulla
chiusura delle strade utilizzate dai bracconieri, sulla prevenzione e repressione dell’utilizzo
di bocconi avvelenati e sulla sicurezza degli attraversamenti stradali.
3) Aprire un tavolo di confronto con gli Enti gestori delle aree naturali protette, gli Istituti
scientifici e le Associazioni ambientaliste per verificare la compatibilità di una serie di
interventi programmati sulle montagne abruzzesi (a partire dal Master Plan) e la tutela
dell’Orso e del suo habitat.
4) Mettere da parte l’ennesima proposta di riperimetrazione del Parco regionale del VelinoSirente
e al contrario rilanciarlo con convinzione, facendone uno strumento concreto di
tutela dell’Orso e del suo habitat.
5) Ristabilire una presenza competente della Regione Abruzzo al tavolo del PATOM (il
precedente rappresentate è dimissionario) e garantire le necessarie sinergie tra i diversi
Assessorati e gli Uffici regionali per evitare l’isolamento operativo del rappresentante
regionale vanificando gli sforzi compiuti.

Pescara 17 dicembre 2016.

Dalla Parte dell’Orso, Salviamo l’Orso, WWF Italia

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